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Domenica, 17 dicembre 2017

"Non sarebbe ora di rinunciare alle grida di speranza o di disperazione dei profeti?" (Norberto Bobbio).
Ivano Dionigi Candidato Rettore Università di Bologna 2009 2012 - Unibo
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la mia Università

Orgogliosa del patrimonio e del primato che la storia le ha affidato

• forte della sua indipendenza, del sapere e dei saperi dei suoi 3.200 docenti, dei vent’anni dei suoi 80.000 studenti;
• vissuta come comunità di professori e allievi: che per la società sia modello culturale e morale;
• restituita al suo ruolo, nella centralità della funzione e della figura dei docenti;
• capace di attrarre attenzione e finanziamenti da attori privati e pubblici non perché esiste ma perché, in virtù delle sue conoscenze e competenze, è in grado di interpretare le domande della società;
• integrata operativamente con la città e con i territori della Regione che la ospitano in un intreccio di culture e in un continuo trasferimento di saperi alle realtà istituzionali, sociali e produttive;
• risoluta nel perseguire una reale internazionalizzazione in dialogo con le più importanti comunità scientifiche, secondo la propria vocazione originaria.


Il nuovo Rettore deve

• avviare la programmazione dei ruoli a fronte del rapido avvicendamento dei posti, per provvedere tempestivamente al turn over e per garantire la carriera dei più giovani, nella convinzione che l’investimento nei cervelli sia la scelta più preziosa e urgente, riconoscendo la meritocrazia come criterio principe;
• migliorare la qualità della formazione con adeguati processi di orientamento, valutazione e programmazione;
• riprendere e completare le opere edilizie per i settori in stato di assoluta necessità, procedendo all’accensione dei mutui e revisionando i progetti.


Per conseguire tali finalità, occorre

• scegliere per il Governo dell’Ateneo collaboratori che brillino di luce propria;
• rimodulare il bilancio eliminando gli sprechi e procurando nuove risorse pubbliche e private attraverso la nostra capacità di ideare e realizzare progetti;
• riformare lo Statuto secondo una triplice direzione: garantire l’equilibrio tra il principio di rappresentanza delle varie componenti e la funzionalità degli Organi Accademici; valorizzare la piena autonomia sapendo riconoscere e coinvolgere le forze economiche, sociali e istituzionali; consolidare la configurazione Multicampus dell’Ateneo.
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