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Domenica, 17 dicembre 2017

"Prendetevi cura dei giovani, il bene più prezioso della città" (Erasmo).
Ivano Dionigi Candidato Rettore Università di Bologna 2009 2012 - Unibo
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Internazionalizzazione

Per sua natura l'Università è "internazionale".

Come noto, sotto questo profilo l'Università italiana è decisamente carente, perché è (e viene descritta) come un sistema chiuso, quasi interamente composto di personale di cittadinanza italiana con tutte le conseguenze del caso (incluse le barriere linguistiche). Inoltre, da quasi un ventennio, la situazione del Paese sotto il profilo economico, produttivo, culturale e politico, costituisce un deterrente piuttosto che un incentivo alla scelta di venire a studiare e lavorare da noi, nonostante lo straordinario potenziale attrattivo che l'Italia possiede.

In questo quadro, obiettivamente complesso e difficile, il nostro Ateneo deve fare uno sforzo particolare per aumentare il proprio grado di internazionalizzazione, agendo su due fronti egualmente importanti: l'accoglienza a Bologna e la sua promozione nei contesti internazionali di interesse strategico (area BRIC - Brasile, Russia, India e Cina - e quella del Mediterraneo) o di "primo livello" (Europa e mondo occidentale). Andranno monitorati tutti quei progetti di ricerca e formazione incentivati dalla Comunità Europea in relazione ai nuovi partners della Comunità stessa.

Oltre a sostenere le strutture già esistenti (quali l'Istituto per gli Studi Avanzati e il Collegio di Cina) e a potenziare lo stesso Dipartimento per le Relazioni Internazionali, penso a un programma orientato a favorire:

· gli accordi con alcuni Atenei stranieri di qualità  per lo sviluppo di corsi e titoli congiunti (in particolare per le Lauree Magistrali in lingua inglese), in grado di costituire un termine di confronto per tutte le attività del nostro Ateneo e così inserire il nostro Ateneo in un circuito accademico di alta qualità; andando oltre le "convenzioni" bilaterali stabilite in base ad interessi settoriali, quando non individuali, al di fuori di una politica complessiva di rapporti internazionali;

· lo scambio di docenti e studenti con le Università straniere; la presenza marginale di studenti e ancor più di docenti stranieri nella nostra Università è uno dei maggiori fattori penalizzanti nelle classifiche internazionali;

· la partecipazione sistematica dell'Ateneo alle presentazioni del sistema Paese a livello internazionale con istituzioni e imprese soprattutto nei Paesi dell'area BRIC;

· l'opportunità di ospitare Visiting Professors e di effettuare chiamate eccellenti che giovino alla formazione degli studenti, all'attrazione di risorse e all'immagine nelle graduatorie internazionali;

· la presenza di studenti stranieri nel Collegio di eccellenza dell'Ateneo (in assenza - e magari in attesa - di un Collegio internazionale riservato a studenti stranieri).

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