Continuo a ritenere saggia e realistica
la politica edilizia che vede nel Centro storico le Facoltà Umanistiche
e fuori le mura le Facoltà scientifiche e tecnologiche. Se
avessimo osato di più col Campus di Ozzano - insediandovi, secondo il progetto
originario, anche Agraria e Ingegneria - avremmo dato un bell'esempio di programazione
lungimirante e ora saremmo in minore difficoltà.
Infatti ora, nonostante le numerose
attese legate a impegni, priorità, necessità, tutta la nostra edilizia è tra
la paralisi e l'incertezza. Ci sono Dipartimenti
e Facoltà, in particolare dell'Area scientifica e tecnologica, che hanno esigenze
improrogabili o che non hanno sede propria e pagano affitti insostenibili
nel lungo periodo: parlo delle Chimiche e Astronomia
(in fase avanzata di aggiudicazione di appalto), di Farmacia
e Biotecnologie (in fase di validazione del progetto e di
acquisto del terreno), della seconda parte di Ingegneria al Lazzaretto
(42.000 mq. a fronte dei 18.000 già realizzati della prima parte), di Scienze
Motorie (dall'onere contenuto e già previsto a partire dal presente
esercizio finanziario), Architettura e Ingegneria
II a Cesena (che gode di un cofinanziamento del Miur di 11.5 milioni
a fronte di 15,8 milioni di mutui a carico dell'Università; e con costi altissimi
di affittanza).
A questo punto è necessario e
urgente che: 1) tutti questi soggetti vengano convocati per dare loro certezze
- non di soluzioni immediate - ma di regole e di tempi (negli ultimi anni
il piano edilizio è cambiato troppo spesso) ridefinendo le priorità e l'entità
delle risorse; 2) rimodulazione dei progetti, in parte datati, perché ispirati
al gigantismo; non si può non valutare che andiamo incontro sicuramente alla
riduzione dei docenti e molto probabilmente anche degli studenti.
Quanto alle priorità, tutte indiscutibili,
ritengo che l'impegno per il lotto A della seconda fase di Ingegneria
vada recuperato e riallineato - non solo sulla carta ma nella realtà - nel
piano edilizio del 2010, senza slittamenti di sorta perché il progetto è pronto
e la gara può partire; perché ci sono impegni sottoscritti con l'Amministrazione
comunale; perché col trasferimento del DIEM e del DIENCA si dà forma definitiva
al Polo dell'Ingegneria Industriale. In questo caso sarà
opportuno coinvolgere anche i diversi interlocutori istituzionali per sensibilizzare,
nei modi più appropriati e efficaci, lo stesso Governo con un intervento specifico.
Per questa partita complessa della
programmazione edilizia ritengo di fondamentale importanza e utilità che alla
Facoltà di Ingegneria venga dato un vero e proprio mandato in virtù delle
competenze specifiche di tanti suoi docenti.
Quanto agli strumenti finanziari,
dobbiamo prevedere il ricorso all'edilizia convenzionata, al coinvolgimento
del Miur per il finanziamento di progetti straordinari connessi a programmi
ministeriali, e soprattutto alla politica dei mutui, i cui
tempi saranno più lunghi di quella della crisi, e i cui costi sono inferiori
a quelli degli affitti.
Gioverà infine ricordare che i tempi di realizzazione dell'edilizia
(dettati da progetti definitivi, esecutivi e appalti) sono comunque lunghi
e ciò consente di diluire maggiormente nel tempo i relativi oneri finanziari.