Ricerca e
didattica, docenti e studenti: queste le funzioni, questi i co-protagonisti
dell'Università con l'Amministrazione finalizzata esclusivamente a supportare
queste due funzioni vitali.
La complessità dell'organizzazione del lavoro, l'entità delle risorse, le stesse modalità dei
nuovi sistemi informativi ci dicono che il ruolo di un'Amministrazione capace
e leale è vitale e centrale, e che pertanto abbiamo bisogno di professionisti
che, facendosi carico dei compiti gestionali, consentano a noi Docenti di fare
il nostro mestiere e di restituirci a tempo pieno alla Didattica e alla Ricerca.
Per marcare il territorio delle competenze ed evitare il
conflitto fra la politica e l'amministrazione il legislatore ha identificato
nelle pubbliche amministrazioni diversi ambiti di responsabilità: istituendo
il principio generale di distinzione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo
(spettanti agli organi di governo) e funzioni di gestione amministrativa (riservate
ai dirigenti dell'amministrazione). Il legislatore, tuttavia, ha stabilito
un regime parzialmente differenziato per le amministrazioni pubbliche i cui
organi di vertice non siano espressione di rappresentanza politica, ma piuttosto
delle competenze tecnico-professionali presenti nell'amministrazione, come
è appunto nel caso delle Università o della Magistratura. Nel caso dell'Università,
non solo gli organi di governo sono responsabili della funzione di indirizzo
e di programmazione, ma, in virtù delle loro specifiche ed esclusive competenza
tecnico-professionali in tema di ricerca e di didattica, sono i docenti
e i ricercatori che devono svolgere un ruolo centrale nel
definire i modelli organizzativi e i meccanismi gestionali più idonei
a supportare tali attività istituzionali, chiedendo invece ai dirigenti di
gestire in modo efficiente e trasparente tali modelli e meccanismi con le
risorse a disposizione.
Ne derivano alcune conseguenze pratiche, soprattutto a fronte
della situazione verificatasi nel nostro Ateneo in questi anni, dove vi è
stato uno squilibrio e una osmosi tra potere
di indirizzo e potere di gestione, che ha portato in taluni casi
a prefigurare un sorta di diarchia.
A questo proposito vedo l'urgenza di un
duplice riequilibrio: riequilibrio tra il ruolo politico del Rettore
e quello gestionale della Direzione amministrativa, che in un rapporto fiduciario
fa propria e attua la politica del Rettore e degli Organi; riequilibrio tra
le funzioni dei Docenti e quelli dei Dirigenti (penso in particolare al
Dirigente della Ricerca il cui compito è supportare la Ricerca, utilizzando
i modelli organizzativi e gli strumenti adottati dagli Organi, e non indirizzarla
né tanto meno predeterminarla).
Quanto poi al discorso più generale della
Dirigenza, è mia opinione che alcuni settori non abbiano motivazioni
e responsabilità sufficienti e vadano radicalmente ripensati.
Ulteriori riequilibri necessari:
tra personale amministrativo e tecnico (a favore di quest'ultimo); tra personale
della sede centrale e personale delle strutture periferiche
Alcune decisioni da prendere: scelta del Direttore
Amministrativo da parte del nuovo Rettore (vd. rassegna stampa); valutazione
dell'amministrazione.